CINEFORUM: Ladri di biciclette (1948)

 

Ladri di biciclette


Il secondo Dopoguerra: Italia in macerie

Il film è ambientato a Roma subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. L'Italia è un Paese distrutto, poverissimo e ferito.
  • La fame e la disoccupazione. C’erano pochissimi posti di lavoro e migliaia di persone disperate cercavano un impiego per dare da mangiare ai figli.

  • La povertà estrema. Vedrai nel film che anche un paio di lenzuola è un tesoro prezioso che può essere impegnato (dato in cambio di soldi) per riscattare una bicicletta.

La bicicletta: non un gioco ma uno strumento di lavoro

Oggi usiamo la bici per sport o tempo libero. Nel 1948, per il protagonista Antonio, la bicicletta è come un camion per un autista o un computer per un programmatore.

  • Senza la bici, Antonio non può lavorare come attaccatore di manifesti.

  • Senza lavoro, la sua famiglia non mangia.

  • Il dramma: Il furto della bicicletta non è un semplice "dispetto", ma una tragedia che mette a rischio la vita di tutta la famiglia.

Il Neorealismo: il cinema che sembra realtà

Questo film è il simbolo del Neorealismo, un modo di fare cinema nato in Italia che ha rivoluzionato il mondo.

  • Attori non professionisti. Il protagonista, Lamberto Maggiorani, era un vero operaio, non un attore famoso. De Sica voleva volti "veri".

  • Strade vere. Il film non è girato in uno studio ma tra le macerie e le strade reali di Roma, con la gente comune che fa da comparsa.

  • Stile "documentario". La telecamera segue i personaggi quasi come se fosse un pedinamento, mostrando la realtà cruda, senza filtri o lieto fine forzati.

Il rapporto Padre-Figlio

Prestate attenzione alla figura di Bruno, il figlio del protagonista.

  • Bruno non è un bambino che gioca. Lavora in una pompa di benzina e osserva il mondo con gli occhi di un piccolo adulto.