La fine dell'Impero romano d'Occidente
Quando si parla di "caduta dell'Impero romano" sembra quasi che tutto sia crollato in un giorno. In realtà fu un declino lungo, iniziato nel III secolo, con molte cause collegate tra loro. Vediamole una alla volta.
Perché l'Impero entra in crisi
- Un dominio troppo vasto: controllare territori così estesi era difficilissimo.
- Un esercito troppo potente: i generali si facevano imporre come imperatori dalle proprie truppe, e questo creava instabilità politica.
- Spese enormi: mantenere l'esercito costava moltissimo.
- Il declino dell'agricoltura: i contadini venivano chiamati alle armi per difendere i confini, e i campi restavano senza braccia.
- La diffusione del Cristianesimo: le sue idee mettevano in discussione la gerarchia della società romana e creavano tensioni sociali.
- I barbari: la loro pressione ai confini diventava sempre più forte.
Notate come le cause si intreccino: per difendere i confini servono soldati, i soldati tolgono braccia ai campi, i campi producono meno e le spese crescono. È un circolo vizioso.
Il Cristianesimo
Il Cristianesimo nasce in Palestina, una regione sotto il dominio di Roma dal 63 a.C., dal messaggio di Gesù di Nazareth, diffuso poi dagli Apostoli. È una religione monoteista (crede in un solo Dio) e porta idee nuove: fratellanza, uguaglianza, giustizia, semplicità, povertà.
Diocleziano prova a salvare l'Impero
Alla fine del III secolo l'imperatore Diocleziano riorganizza l'Impero: l'esercito, l'amministrazione (dividendo l'Impero in una parte orientale e una occidentale) e il sistema fiscale, cioè la riscossione delle tasse. La crisi viene arginata, ma solo temporaneamente.
395: la divisione definitiva
Nel 395, dopo la morte dell'imperatore Teodosio, l'Impero si divide in due parti indipendenti:
- Impero romano d'Oriente: capitale Costantinopoli, più ricco e meglio difeso, quindi con meno rischio di invasioni.
- Impero romano d'Occidente: capitale Milano, più povero e più esposto alle invasioni dei popoli germanici, spinti a loro volta dagli Unni.
476: la fine dell'Impero d'Occidente
Nel 475 diventa imperatore Romolo Augustolo, che è ancora un ragazzo. Sarà l'ultimo imperatore d'Occidente: nel 476 viene deposto da Odoacre, capo degli Eruli. Odoacre assume il governo dell'Italia e cede il titolo di imperatore a Zenone, imperatore d'Oriente.
Dopo il 476: come cambia la vita in Occidente
- Crisi economica: si diffonde un nuovo modello, la villa, cioè una grande azienda agricola di origine romana, in campagna. È un nucleo autosufficiente: vi si svolge la vita economica, politica e sociale.
- Invasioni e malattie fanno diminuire la popolazione e quindi anche la produzione agricola.
- Scompaiono le strutture politiche e amministrative: in campagna comandano i proprietari terrieri, autonomi; in città i vescovi assumono funzioni politiche.
